Cecilia Bonsignore, dietista nutrizionista Cecilia Bonsignore Dietista · Nutrizione sensibile Scrivimi
Piacere, sono

Cecilia Bonsignore

Dietista nutrizionista. Lavoro tra Casalecchio di Reno e Bologna e seguo anche percorsi online.

Cecilia Bonsignore sorride davanti ai quadri del suo studio

Da che ricordo, il cibo è sempre stato importante per me. Ricordo il cibo dei libri illustrati e dei cartoni animati, gli odori e i sapori delle ricette della domenica delle mie nonne, che osservavo armeggiare in cucina con un misto di curiosità e ammirazione.

Crescendo, ho iniziato a sperimentare anch'io in cucina. Mi piaceva preparare da mangiare e condividere quello che avevo cucinato con la mia famiglia. Mi interessavano molto anche le scienze e la medicina, così, quando ho scoperto che esisteva un corso di laurea dedicato al cibo e alla salute, l'ho scelto con entusiasmo.

Durante gli anni di università ho iniziato a sentire che qualcosa nella proposta nutrizionale terapeutica che stavo imparando non faceva per me. Non avevo ancora ben chiaro cosa, ma appena ho potuto ho aperto il mio studio, che è diventato uno spazio in cui accogliere le persone e il loro rapporto con il cibo.

Ho iniziato con gli strumenti che conoscevo, quindi con piani alimentari calcolati in base ai bisogni delle persone, che spesso arrivavano con il dimagrimento come obiettivo quasi unico. Ho sempre cercato di lavorare con flessibilità e di dare importanza al rapporto con il cibo, anche quando l'obiettivo principale era cambiare peso.

Eppure qualcosa non funzionava. Le persone tornavano alle “visite di controllo” con senso di colpa, frustrazione e quella frase che sentivo così spesso: «Non sono stata brava».

Negli anni mi sono chiesta tante volte:

«Sto sbagliando qualcosa?»

Desideravo che le persone trovassero più serenità e mi ritrovavo ad ascoltare quanto si sentissero in difetto. Ho iniziato a chiedermi quale parte avessero, in tutto questo, gli strumenti che proponevo e il modo in cui stavamo lavorando insieme.

È stata questa domanda, insieme alla mia curiosità, a portarmi verso altra formazione e a farmi conoscere l'approccio non prescrittivo alla nutrizione. Ho passato gli ultimi anni ad approfondire l'alimentazione intuitiva, la mindfulness e il modo in cui il cibo può aiutarci ad affrontare le emozioni. Quello che imparavo risuonava con ciò che sentivo nel lavoro e con le domande che mi portavo dietro.

Le conoscenze nutrizionali restavano importanti, ma avevo bisogno di capire meglio come usarle senza perdere di vista la persona. Ho cominciato a capire che anche un piano personalizzato poteva diventare uno schema a cui cercare di adattarsi, mettendo da parte quello che la persona sentiva, desiderava o riusciva a fare nella propria vita quotidiana. Volevo che tutto questo potesse entrare davvero nel percorso e contribuire a dargli forma.

È stato faticoso, ma essenziale, mettere in discussione anche i pregiudizi che accompagnavano la mia pratica.

La grassofobia, nei giudizi e nelle aspettative legati al peso e ai corpi grassi.

Il paternalismo, nel pensare di sapere io che cosa fosse meglio per l'altra persona.

Il sanismo, nel dare per scontato un modello di salute unico a cui tutti dovrebbero corrispondere, rischiando di riconoscere meno valore, credibilità o autonomia a chi vive una malattia o una sofferenza psichica.

Riconoscere questi filtri in me non è stato semplice. È un lavoro che continua e che riguarda il modo in cui ascolto, le domande che faccio e lo spazio che lascio alle scelte dell'altra persona.

Cecilia di spalle, in cammino su un sentiero di montagna
Ritratto di Cecilia Bonsignore nel suo studio

Ho iniziato un percorso triennale di counselling e arteterapia presso l'Istituto Gestalt di Bologna. Sto approfondendo l'ascolto e la relazione, imparando a riconoscere meglio anche ciò che porto io negli incontri, per accompagnare le persone con maggiore consapevolezza e autenticità.

Il desiderio di comprendere meglio le difficoltà nel rapporto con il cibo mi sta portando ad approfondire anche i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, un ambito in cui la cura nasce dall'incontro tra competenze e figure professionali diverse.

È così che nasce Nutrizione Sensibile, dalla prescrizione alla relazione di cura. Dalle competenze che ho acquisito, dalle domande che mi sono fatta e dalle persone che ho incontrato. Dal desiderio di costruire insieme un rapporto con l'alimentazione in cui trovino spazio la salute, il piacere e la libertà di scegliere.

La mia formazione, in breve

Laurea in Dietistica
Università di Bologna, 2017.
Alimentazione intuitiva e approccio non prescrittivo
Formazione e approfondimento professionale.
Mindfulness
Formazione con approccio trauma-sensitive.
Counselling e arteterapia
Percorso triennale in corso presso l'Istituto Gestalt di Bologna.
Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione
Master DAN in Trattamento Terapeutico-Riabilitativo Integrato, organizzato da ProMind, in corso.

Sono iscritta all'Albo dei Dietisti dell'Ordine TSRM e PSTRP di Bologna, n. 100.

Cecilia il giorno della laurea, con la corona d'alloro e un mazzo di fiori

Collaborazioni e progetti

Collaboro anche con aziende, scuole e strutture socio-sanitarie. Propongo incontri e laboratori di educazione alimentare e prevenzione, con attenzione al rapporto con il cibo e il corpo. Mi occupo inoltre della valutazione dei menu in strutture private.

Per collaborazioni puoi scaricare il mio CV.

«Mangiare è diventato come respirare.»

Me lo ha detto una persona al termine del suo percorso, dopo una vita passata a preoccuparsi del cibo. Mi ha emozionata sentire quanta libertà ci fosse in quelle parole, quanto spazio si fosse aperto per il resto della sua vita.

Oltre lo studio

Non so se mi piace più cucinare o mangiare, per fortuna non devo scegliere.

Cecilia da bambina, sorridente sulle spalle del papà lungo un sentiero di montagna

Il cibo resta un ingrediente speciale della mia vita, anche quando viaggio. Mi affascina conoscere luoghi e culture attraverso i sapori e le storie dei piatti che assaggio.

Pratico yoga e pilates. Mi fanno stare bene quei momenti in cui riesco a sentire il respiro e i movimenti, ad accorgermi di come sto. Amo anche camminare all'aria aperta e con le montagne ho un rapporto speciale fin da quando sono bambina.

Mi piace perdermi con lo sguardo in qualcosa di così grande e sentire di esserne una piccola parte. Amo l'aria fresca e pungente del mattino, la fatica e la soddisfazione del cammino, i piccoli rivoli d'acqua fresca. A volte cerco il silenzio di una camminata in solitudine, altre le condivisioni leggere o profonde, magari davanti a qualcosa di buono da mangiare.

Ti ho raccontato un po' di me perché il lavoro di dietista è una parte della mia vita e si intreccia con la persona che sono. Anche ciò che mi appassiona, mi emoziona e mi fa stare bene contribuisce al modo in cui incontro le persone.

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